Cison di Valmarino

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Cison di Valmarino

Descrizione

Cison di Valmarino è permeato in ogni angolo da secoli di storia.

Passeggiare tra le sue vie è una tappa obbligata non solo per chi ama la tranquillità, la natura e gli scorci suggestivi, ma anche per gli appassionati di storie d’arme e d’onore. Di certo il particolare cittadino più conosciuto è lo splendido castello medievale che si erge imponente sullo sperone del Col de Moi, a poche centinaia di metri dal centro cittadino. In passato fulcro del potere politico e punto di riferimento dell’intera area pedemontana, residenza dei Conti di Valmareno e del podestà, sede di uffici amministrativi e giudiziari, l’intero complesso è stato recentemente ristrutturato ed adibito a struttura ricettiva e congressuale di alto livello. Tra le sue mura, in uno con in confort più moderni, il visitatore può rivivere storie di battaglie e di duelli, di dame e di cavalieri: del Gattamelata e dei Brandolini, famiglia quest’ultima che per secoli resse il feudo della Valmareno.

Sporgendosi invece dai possenti bastioni, dopo essersi abbandonati all’incantevole visuale, lo sguardo vi cadrà di certo, poco più in basso, sul piccolo centro storico di Cison.
Il via vai dei turisti e dei paesani che animano le vie cittadine, la piccola piazza agghindata a festa, i vicini campi sfalciati attraversati delle strade sterrate da percorre al piccolo trotto ed il paesaggio collinare circostante, costituiscono un richiamo irresistibile per gli amanti del trekking, delle gite a cavallo, della vita sana e della buona tavola.

La piazza del paese conserva ancora tutta l’eleganza ed il fascino del passato. Ove un tempo risuonavano le voci dei cavalieri di corte, dei merighi, dei cancellieri, trovano posto, oltre ai caratteristici bar, la suggestiva chiesa cittadina, il Municipio ed il pregevole edificio del teatro La Loggia, un tempo sede del tribunale di contea, che oggi ospita ai piani superiori l’imperdibile “chicca” del Museo della Radio.

Qualche centinaio di metri più a nord rispetto al centro cittadino, si possono visitare le strutture produttive dell’epoca: le Cantine Brandolini, sapientemente restaurate, la vecchia latteria ed i resti dei mulini ad acqua di un tempo, adagiati lungo il corso del Ruio.

Il clima mite e la posizione strategica particolarmente riparata all’interno di un assolato anfiteatro formato dalle colline circostanti fanno di Cison di Valmarino una apprezzata metà turistica in tutto il periodo dell’anno. Ed in ogni momento l’ameno centro dell’alta Marca trevigiana non manca di svelare al visitatore attento particolari sempre nuovi e stimolanti.

Molte, scontatamente, le diverse manifestazioni e gli intrattenimenti che i cisonesi, orgogliosi ed ospitali, offrono a turisti e compaesani. Vale la pena, per tutte, di citare la celebre mostra dell’Artigianato Vivo che alla prima decade di agosto attira da ogni dove decine e decine di migliaia di visitatori. Per oltre un settimane vie, cortili ed abitazioni si aprono al mondo, ospitando centinaia di piccole botteghe di sapienti artigiani che danno sfoggio delle loro sorprendenti abilità e dei loro prodotti (per maggiori dettagli si visiti la pagina dedicata nella sezione manifestazioni).

Origine
Pare che il toponimo Cison derivi dal latino caesum, con il significato di tagliato, in riferimento alle antiche condizioni del territorio, bonificato e disboscato. 

Le origini di Cison si perdono nella notte dei tempi: il territorio probabilmente fu abitato a partire dal Paleolitico medio, ritrovamenti testimoniano la presenza dell’uomo già prima di 40.000 anni fa e altri reperti attestano attività umana nell’Età del Bronzo e nell’epoca romana.

Secondo una vecchia tradizione il villaggio sorgeva, in epoca antica, molto più a monte, protetto dalla rocca allora esistente del Castelaz. Con la dominazione longobarda la Valmareno venne assoggettata al ducato di Ceneda, vescovado autonomo dal VI secolo; in seguito feudo dell’imperatore, fu concesso da Ottone I come beneficio al Vescovo di Ceneda, il quale a sua volta infeudò i conti Da Camino. Dal 1388 il feudo della Valmareno passò sotto il dominio della Serenissima, la quale nominò per questi territori un podestà che aveva la propria sede a Cison. In seguito, nel 1436 la contea venne ceduta come ricompensa per meriti militari ai due condottieri al servizio di Venezia: Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, e Brandolino IV da Bagnacavallo. Il dominio della Valmareno rimarrà in mano alla famiglia Brandolini, con tutti i diritti di piena giurisdizione, fino al 1797.

La riorganizzazione amministrativa conseguente alla dominazione napoleonica e austriaca vide la Valmareno spartita fra i distretti di Ceneda, Serravalle e Valdobbiadene, mentre con l’annessione al regno d’Italia, Cison divenne capoluogo comunale. Durante la Prima Guerra Mondiale, il territorio fu invaso dalle truppe austriache e il castello depredato e spogliato di molte opere d’arte. Durante il secondo conflitto mondiale esso venne invece adibito ad ospedale. Anche il comune di Cison, fra le due guerre soffrì la crisi economica e vide l’emigrazione di molti suoi abitanti, fenomeno che cessò negli anni Sessanta quando il fiorente sviluppo della piccola industria offrì nuovi posti di lavoro.

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