Cison è 'rosso Brandolini', vietato cancellarlo

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Mercoledì 28 Gennaio 2015


Cison salva tutte le sue case rosse: «È il colore dei Conti Brandolini, vietato ritinteggiarle». Curiosa norma, quella inserita nel Piano degli Interventi adottato dall’amministrazione: le vecchie case rosse (circa una trentina fra il centro e le varie frazioni di Cison) non si possono ritinteggiare, pena una sanzione e l’obbligo di riportarle allo stato originario, se non con un colore che ricordi quello della tradizione dei Brandolini, i feudatari della Valmareno. Nonostante le case rosse, a Cison e in tutta la Vallata e il Quartier del Piave, siano già sinonimo della nobile famiglia che abitò Castelbrando, mancava una norma specifica per la loro tutela…cromatica. Tanto che qualcuno, nei decenni scorsi, aveva ritinteggiato la propria abitazione con colori più attuali, rispetto al mattone rosso dei Brandolini.

I signori della Vallata riservavano questo colore alle case dei loro mezzadri, che volevano tutte uguali (non a caso, il castello del conte Brandolino IV è rimasto bianco), e nei secoli sono proliferati gli immobili di questo colore: gli edifici più importanti, come Villa Brandolini a Pieve, erano già tutelati dalla Sovrintendenza, ma ora ci ha pensato il sindaco Cristina Pin a fare del rosso il colore del suo paese. La norma non riguarderà solo le pareti esterne, ma anche serramenti e balconi. «Quel colore è una delle caratteristiche di Cison» spiega il primo cittadino, che con la norma ha di fatto brevettato il “Rosso Brandolini”, diverso da tutte le altre tonalità di rosso. «Si tratta di un colore particolare, che oggi non è facile da riprendere. È un rosso di centinaia di anni fa, ottenuto da coppi frammentati. Stiamo cercando di recuperarlo grazie all’aiuto di vecchi muratori e artigiani, e sarà l’unico colore ammesso per la ritinteggiatura di quelle case. In passato è stato fatto qualche errore: per esempio, hanno ridipinto in bianco la casa di Piazza Girolamo Brandolini». Oggi, sapendo della nuova norma, il palazzo che si trova di fronte all’ufficio postale (poco distante da Case Marian) è un vero pugno nell’occhio: metà Rosso Brandolini (balconi compresi), metà bianco (con balconi rossi). Ora, se i proprietari volessero eliminare quel bianco sarebbero autorizzati solo a utilizzare la miscela brevettata dal Comune, mentre la metà rossa, tale resterà per sempre.

La regola vale sia per il centro storico, inserito tra i “ Borghi più belli d’Italia ”, che per le abitazioni sperdute tra le varie frazioni di Mura, Gai, Rolle, Tovena e Zuel. E se qualcuno farà orecchie da mercante, e noncurante delle prescrizioni ricolorerà di bianco la sua casa? «Gli faremo la multa – spiega la Pin – e lo obbligheremo a ritinteggiare». Un provvedimento il cui unico scopo è salvaguardare la tradizione storica di Cison, connotando il paese con una sorta di “colore ufficiale” che lo renda riconoscibile nei dépliant turistici e nei vari siti di promozione del borgo, che da qualche anno sta puntando tutto sul turismo. Il Piano degli interventi, presentato ieri sera alla popolazione, è in questo senso uno strumento fondamentale, e introduce norme anche per le altre abitazioni: le case che non sono rosse si possono ritinteggiare, ma – come avviene, questo sì, in altri Comuni – si consigliano tinte neutre o sfumate, perché colori troppo vivaci non rovinino l’immagina da cartolina di Cison.

FonteAndrea De Polo - Tribuna di Treviso

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